Mino Damato mette a disposizione le strutture e il personale di “Bambini in Emergenza”, il villaggio da lui creato a Sigureni, in Romania, per accogliere Gratian Gruia, il piccolo di 3 anni, reimpatriato a Bucarest il 27 ottobre scorso e attorno al quale sta nascendo una mobilitazione in Italia. “Non ho neanche bisogno di preavviso: in mezz’ora la sua camera e’ gia’ pronta”, dice il giornalista che da anni dedica tutta la sua energia ai bambini abbandonati. Abbandonato dalla madre, seviziato dalla nonna e costretto a mendicare per le strade della capitale, il bambino -trovato il 25 maggio 2007 in condizioni terribili dalla squadra Mobile della capitale- e’ stato rispedito in Romania per decisione del Tribunale dei Minori di Roma. Adesso del piccolo si sono perse le tracce: dopo la presa in consegna da parte delle autorita’ per la protezione dei minori di Bucarest, e’ stato affidato a un’assistente maternale: “Figure professionali pagate dallo Stato, che pero’ non sono assistenti sociali e non sempre in passato si sono dimostrate all’altezza del loro compito. La nostra struttura puo’ essere una camera di compensazione per rendere meno brusco il ‘passaggio’ e non creare ulteriori danni in un bimbo che ha gia’ cosi’ tanto sofferto”. Tra l’altro, prosegue Damato, “le suore che lavorano con noi sono di passaporto e cultura rumena, ma parlano anche italiano: il nostro sarebbe l’ambiente ideale per consentire al piccolo, che ormai parla italiano, un graduale adattamento alla nuova cultura”. Damato sta cercando di organizzare un incontro per formulare di persona la sua richiesta all’ambasciatore italiano a Bucarest, Mario Cospito. Il diplomatico nei giorni scorsi ha incontrato il segretario di Stato romeno per la Protezione dei Minori, Mariela Neagu, e successivamente il ministro degli Esteri, Lazar Comanescu, ai quali ha ribadito il grande interesse con cui si segue in Italia la vicenda. Se potesse arrivare nella struttura di Damato, il caso di Gratian potrebbe fare da battistrada per il rimpatrio di altri minori: “Partendo da un nome e da un bambino, si potrebbe arrivare a far qualcosa di concreto piu’ generale: abbiamo gia’ chiesto di essere abilitati ad accogliere tutti i bambini da 0 a 5 anni che vengono reimpatriati dall’Italia alla Romania”. Intanto, sempre sul caso del piccolo Gratian, e’ emerso che la decisione del Tribunale dei Minori e’ stata frutto di una violazione dell’accordo Italia-Romania sul rimpatrio dei Minori non accompagnati. L’accordo firmato l’8 giugno 2008 prevede infatti che, quando si deve procedere a un rimpatrio, le autorita’ italiane segnalino il minore ad un organismo ad hoc, creato presso il ministero dell’Interno, che deve valutare se il rimpatrio ha le caratteristiche richieste e se e’ possibile, considerate con le condizioni del minore. La procedura e’ stata assolutamente saltata nel caso del piccolo Gratian. (AGI)
Fonte: nuovavenezia.repubblica.it